IL MODO LIDIO

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Il Modo Lidio

Il Lidio fa parte dei modi maggiori (dal momento che la 3a è maggiore) e si caratterizza per la presenza della 4a aumentata, unico grado che differenzia questa scala da quella Maggiore (e dunque dal modo Ionico).

La struttura intervallare è T – T – T – S – T – T – S, mentre i gradi che la compongono sono 1 – 2 – 3 – #4 – 5 – 6 – 7.

Partiamo come sempre dal guardare le diteggiature sulla chitarra.

Lidio - diteggiature

L’Armonizzazione

Ho già fatto riferimento alla differenza tra armonia tonale e modale, che permette di distinguere tra un brano in tonalità Maggiore e uno in modo Ionico e che deriva in pratica da un diverso utilizzo degli accordi (che pure sono gli stessi, ad esempio tra Do Maggiore e Do Ionico).

Se parliamo di Lidio ci stiamo riferendo dunque ad un contesto modale. In questo caso, utilizzeremo l’accordo sul I grado come “perno” del giro armonico, facendovi ritorno con una certa regolarità o utilizzando la fondamentale come pedale.

La sequenza delle triadi e degli accordi di settima è comunque la stessa della scala maggiore partendo dal quarto grado, cioè:

I II III IV V VI VII
M M m dim M m m
Ma7 7 m7 m7b5 Ma7 m7 m7

Il Modo Lidio in Pratica

Per meglio cogliere il senso della teoria modale, evitando di incorrere nel tipico pericolo di confondere modalità e tonalità, trovo che sia molto utile partire da un’idea melodica.

Solitamente l’approccio di noi musicisti avviene al contrario, ovvero si parte da un giro armonico e sulla base di questo si suona sulla scala corrispondente, cercando di cadere sulle note “giuste” al momento giusto.

Tuttavia, è l’idea melodica quella da cui si sviluppa il pensiero armonico, dunque è sempre bene procedere con ordine.

Per questo motivo, sono partito da una melodia di 8 battute, scritta per l’occasione e cercando di rendere riconoscibile una sonorità “Lidia” anche senza il supporto degli accordi. (La puoi ascoltare nel video qui sopra)

melodia modo Lidio

In questo caso ho scelto Eb Lidio.

Nella partitura ho indicato l’armonizzazione implicita che avevo in mente, enfatizzando soprattutto gli accordi maggiori Eb e F (I – II) che già da soli permettono di caratterizzare il modo Lidio; allo stesso tempo ho evitato l’accordo di Bb, che avrebbe rischiato di attirare troppo l’attenzione su di sé spostando il centro modale.

Come sempre, il principio fondamentale è quello di posizionare le note strutturalmente importanti (innanzitutto quelle dell’accordo del I grado e successivamente le note caratteristiche della scala) sui tempi forti. In pratica bisogna avere un pensiero rivolto allo stesso tempo alla melodia e all’armonia e non vedere le due cose come separate.

Partendo da questa idea non resta che sperimentare e soprattutto… ascoltare!