Alessandro Cossu


Penso che per un musicista dare una definizione di sé e della propria musica sia un compito molto difficilee per questo lascio solitamente agli altri questo compito.

Può capitare che la definizione che danno di me non mi soddisfi, ma questo dice della mia musica forse molto di più di quello che potrei dire io. Ho sempre trovato limitante l’inquadramento all’interno di un genere preciso e nel corso degli anni i miei interessi sono cambiati notevolmente. Quello che è sempre rimasto è comunque la voglia di sperimentare soluzioni nuove e trovare un mio linguaggio personale. Non sento di esserci ancora riuscito completamente, ma in fondo questo è quello che mi dà lo stimolo per continuare nella mia ricerca.

Mi racconto....

Ho cominciato a suonare quando ancora non avevo bene in mente cosa fosse la musica. Una domanda che mi pongo ancora adesso. Al tempo in cui ho preso in mano una chitarra per la prima volta avevo 13 anni e poiché in casa mia la musica non è mai stata una presenza così rilevante tutto quello che ho imparato a riguardo è arrivato un poco alla volta attraverso gli incontri con persone e suoni che la vita mi ha portato a fare. Dunque.. come nelle migliori storie tutto ha inizio con una flying V e una passione smodata per i suoni distorsioni. I primi riferimenti chitarristici hanno i soliti nomi di Malmsteen, Paul Gilbert, Jason Becker. Con il tempo é arrivata la fusion, che suscitava il mio interesse perché mi dava modo di guardare oltre la scala minore e mi affascinava perché rappresentava un mezzo con il quale poter suonare al di sopra di progressioni armoniche complesse, allo stesso tempo evitando di addentrarmi eccessivamente nel mondo del jazz, in quegli anni ancora troppo lontano dalle mie orecchie. Con l’ingresso negli ASHENT, c’è stato un riavvicinamento al metal, che ormai avevo messo da parte. Assieme a loro nel 2012 ho registrato l’album Inheritance, che ha ricevuto ottime recensioni da riviste e siti specializzati, e il brano Disappearance comparso l’anno precedente all’interno della compilation Embrace the sun, promossa dalla Lion Music per raccogliere fondi in favore delle vittime dello tzunami che ha colpito il Giappone nel marzo dello stesso anno. In questo album compaiono tra gli altri nomi quali Jennifer Batten, Milan Polak e Marco Sfogli. Due brani di Inheritance, Shipwrecked Affair e Fractural, vengono scelti per la colonna sonora del film Ex Inferis di Leonardo Araneo, prodotto dalla Talking Tree. Dallo stesso album vengono anche i brani per cui la band ha realizzato i due videoclip finora pubblicati online: Magnification of a Daydream e nuovamente Shipwrecked Affair.

Al 2010 risale invece la registrazione di Pensieri, primo disco di composizioni strumentali originali come solista, autoprodotto e registrato in trio assieme a Denis Baselli al basso e Mirko Sclabi alla batteria, con la partecipazione di Gilles Boscolo alle tastiere e sassofono in due degli otto brani: Pensieri e Away. Come turnista ho collaborato dal vivo con diverse band e artisti, in particolare con THE CASUAL’S (pop/rock italiano), band prodotta da Sandro Franchin (Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Shade e altri) ed ELVENKING (hard rock/metal sotto AFM Records) con cui nel settembre 2010 ho suonato per la seconda parte del tour europeo in apertura ai PRIMAL FEAR. Nel 2008 ho suonato assieme ai DOLCETTI di Gianni Rojatti, aprendo il concerto di PAUL GILBERT al New Age Club di Treviso e vincendo nello stesso anno il Guitar Contest a Udine, città in cui sono nato. I miei studi musicali comprendono la laurea magistrale in Musicologia, il diploma CPM e Lizard, dove ho successivamente frequentato il Master professionale di abilitazione all’insegnamento. Tra il 2005 e 2006 ho frequentato il Musicians Institute di Los Angeles, dove ho avuto modo di studiare e partecipare a divesi seminari con chitarristi come Scott Henderson, Greg Howe, Matias Eklund, Pat Martino, Andrea Quartarone, T.J. Elmerich, Carl Verheyen, Chris Broderick, Daniel Gilbert, Jeff Kollman, Beth Marlis, Allen Hinds, Dave Hill, Jeff Richman e David Oakes. Al momento i miei interessi musicali si sono spinti verso il jazz e la musica contemporanea, di cui apprezzo soprattutto l’idea per cui in musica come nell’arte in genere non vi sono limiti e l’artista ha la possibilità di creare con le proprie mani il proprio universo. Per ora questo è tutto. A presto.