COME VENGONO INSEGNATE LE SCALE?

UNO SGUARDO AGLI ARPEGGI SEMI-DIMINUITI
8 ottobre 2015
Mathis Lussy – Traitè de l’Expression Musicale
5 ottobre 2018
Show all

Ciao a tutti. Oggi vorrei trattare un argomento allo stesso tempo elementare ed estremamente complesso: la scala maggiore. Elementare perché è da qui che parte qualsiasi considerazione che possiamo fare sulla musica, ma allo stesso tempo complesso proprio perché racchiude in sé tutto un universo che deve essere esplorato. Basti pensare a quanta musica tonale è stata scritta in 400 anni! E quanta ancora ne possiamo scrivere!

Sulla base della mia esperienza, sia come studente che come insegnante, ho l’impressione che spesso questo tema venga affrontato in maniera superficiale o addirittura fuorviante. Faccio riferimento soprattutto allo studio della chitarra elettrica perché è in questo che ho i miei principali riferimenti, ma lo stesso accade anche nell’insegnamento di altri strumenti o nell’educazione musicale in genere; 

Nel caso della chitarra elettrica ho notato che molte volte chi vuole spiegare la scala maggiore si limita in realtà a mostrarne semplicemente la diteggiatura, molte volte confondendola con il concetto di scala. Ad esempio, più di qualcuno mostra le diteggiature nelle diverse posizioni del manico sempre a partire dalla nota più bassa a disposizione sulla sesta corda, di fatto suonando ogni volta una diversa scala modale. 

Se queste note:

fanno sicuramente parte di Do Maggiore, così suonate non danno certo l’impressione di essere la stessa scala e sicuramente non rappresentano la tonalità di Do Maggiore! 

Quindi il punto fondamentale (che dovrebbe essere sottinteso, ma che evidentemente non lo è sempre) è: per suonare qualsiasi scala di Do bisogna partire da Do!

Nel mostrare la scala maggiore ad un principiante trovo utile come prima cosa farla suonare su una singola corda. In questo modo anche se l’allievo è un bambino di sette o otto anni noterà subito visivamente che muovendosi sulla scala, per produrre alcuni suoni occorre saltare un tasto, mentre altri si trovano su tasti vicini. Questo tornerà utile più avanti per spiegare i concetti di Tono e Semitono.

Così facendo sarà anche più facile introdurre poi il concetto di trasposizione, senza spiegazioni complicate o astratte, semplicemente suonando gli stessi tasti sulle altre corde.

Suonare la scala su un’unica corda può tornare utile anche a chi non è principiante,  per esempio per l’armonizzazione di una melodia, anche se purtroppo quest’argomento viene spesso evitato in favore di diteggiature più “agili”, finalizzate alla dimensione solista.

Dal momento che la chitarra è uno strumento molto “visivo”, cioè legato alle diteggiature, ma dove allo stesso tempo una nota può essere suonata su diversi tasti di diverse corde, è importante trovare un metodo di studio organizzato per imparare le diverse diteggiature, senza dimenticare l’ascolto e la riproduzione dei suoni con la voce (cioè bisogna cantare quello che si suona) perché il lavoro fatto non resti puramente meccanico.

Una volta acquisita dimestichezza con la scala su una corda il passo successivo è  per me quello di “compattare” le note in una stessa posizione così che tutte possano essere suonate senza spostamenti della mano sinistra. 

Solitamente inizio con questa diteggiatura:

Rimanendo nell’ambito di un’unica ottava. (Qui i riquadri indicano la Tonica, i cerchi neri le note della relativa triade, mentre quelle bianche le restanti note della scala). 

Questa “forma” può essere spostata su qualsiasi gruppo di tre corde, quindi a partire dalla sesta, quinta, quarta o terza corda: partendo dalla sesta o dalla quinta la diteggiatura rimane assolutamente identica; posizionando la tonica sulle altre due corde invece le diteggiature cambiano leggermente perché c’è di mezzo il passaggio tra seconda e terza corda (in relazione di terza maggiore invece che di quarta giusta come tra tutte le altre corde). 

Quella che viene comunque mantenuta è la disposizione delle note su ogni corda: 2-3-3.

Per semplicità faccio qui riferimento alla sola scala di Do Maggiore, considerando le diteggiature con la Tonica di partenza prima del dodicesimo tasto cioè:

E’ possibile anche andare oltre, trovando il Do sul 17° tasto della terza corda, sul 15° della quinta ed eventualmente (se osate avventurarvi così oltre e se la vostra chitarra ve lo permette) sul 20° della sesta corda; queste due ultime diteggiature partono dal Do sul terzo spazio del pentagramma, così come quelle precedentemente indicate come “ottava superiore”, mentre quella che prende il via dal 17° tasto della terza corda sale di un’altra ottava. Non le ho prese in considerazione qui perché ragionando principalmente sulle diteggiature le considero come una ripetizione delle precedenti.

A questo punto prima di andare avanti a imparare altre diteggiature è importante imparare a sfruttare in maniera musicale il materiale già a nostra disposizione, che è già più che sufficiente dato che possiamo suonare la scala su due ottave. 

La scelta di una diteggiatura piuttosto di un’altra può portarci a cambiare il modo di suonare perché cambia il modo in cui le note sono raggruppate sulla singole corde e quindi subentrano schemi e modelli che dipendono più dal fattore tecnico che da quello “musicale” (per questo motivo preferisco mostrare per prima cosa tutte le diteggiature che utilizzano gli stessi “schemi”). 

Se però partiamo dall’idea musicale prima di suonarla sullo strumento, saremo in grado di suonarla indipendentemente dalla diteggiatura scelta, senza correre per il manico alla ricerca della nota giusta. La scelta di come raggruppare le note sulle diverse corde sarà a questo punto unicamente finalizzata all’aspetto interpretativo e la chitarra potrà veramente essere uno strumento e non un ostacolo. 

Ma di questo parleremo un’altra volta.

COSE DA FARE:

  • Studiare la scala su una corda;
  • Studiare la scala in posizione su un’unica ottava;
  • Trovare le altre diteggiature per la stessa ottava, prima di tutto mantenendo la stessa conformazione (così da usare lo stesso schema tanto per la mano destra che per la sinistra), per poi variare la disposizione delle note sulle corde;
  • Riportare la stessa melodia nelle diverse diteggiature;
  • Ripetere il tutto in diverse tonalità.

COSE DA NON FARE:

  • Suonare una diteggiatura su tutte le corde partendo e finendo su note diverse dalla Tonica, senza riconoscere la stessa struttura nelle diverse ottave;
  • Suonare su tutto il manico alla ricerca di note già in posizione;
  • Non ascoltare quello che si sta suonando.