UNO SGUARDO AGLI ARPEGGI SEMI-DIMINUITI

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L’arpeggio semi-diminuito rappresenta per me una sonorità sempre ricca di potenzialità espressive che si presta a essere affrontata secondo prospettive nuove.

In questi giorni ho immaginato di studiarlo per la prima volta e questo dunque significava ridurlo ad una forma elementare, facile da essere gestita sulla chitarra. In pratica ho scelto una diteggiatura a partire dalla sesta corda e limitandomi a una sola ottava, prendendo come esempio l’arpeggio di Fm7(b5) per il semplice fatto che sul primo tasto della sesta corda si trova la nota F.

In questo caso mi concentro sul solo arpeggio e sulla “geometria” della diteggiatura, senza fare riferimento a nessuna scala in particolare. La diteggiatura dell’arpeggio in un’ottava prevede sempre l’utilizzo di tre corde, con due note (fondamentale e 3a minore) su quella più bassa, una (5a diminuita) sulla corda nel mezzo e due (7a minore e 8a) su quella più acuta.

Questa forma viene utilizzata a partire da tutte le note F che si incontrano, attraverso uno slide con l’indice che avviene sempre tra Eb e F, così come in figura:

Per mancanza di corde ho dovuto utilizzare una diteggiatura su due sole (seconda e  prima) nel “punto di volta” (cioè quando la frase raggiunge le note più alte per poi ridiscendere) anche se questo esce un po’ dallo schema iniziale.

Come sempre l’accordatura standard della chitarra richiede che tra terza e seconda corda la diteggiatura si sposti di un tasto in avanti. Per questo non abbiamo esattamente la stessa diteggiatura tra le diverse ottave, ma a questo occorre farci l’abitudine.

Il secondo esempio mostra semplicemente la diteggiatura “frammentata” nelle diverse ottave: