TRIADI SOSPESE

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Come é noto, si parla di triadi sospese per indicare un raggruppamento armonico in cui la terza è sostituita dalla seconda o dalla quarta. E’ proprio la mancanza dell’intervallo di terza a conferire a questi accordi un carattere “sospeso” in quanto viene meno la possibilità di stabilire il carattere maggiore o minore dell’accordo.
Se la terza è sostituita dalla seconda l’accordo viene indicato attraverso la sigla sus2, mentre quando è sostituita dalla quarta si indica come sus4 (più comunemente viene utilizzata la sola sigla sus, dove il 4 rimane sottinteso).
Il primo accordo è formato così dai gradi 1-2-5 mentre il secondo da 1-4-5.
E’ chiaro che non è possibile avere triadi sospese di altro tipo in quanto i gradi 1-3-5-7 di una ipotetica scala sono strutturali all’accordo e l’unico intervallo rimanente a questo punto è la sesta, che d’altra parte rappresenta l’inversione di una terza (l’accordo di sesta C-E-A è in realtà il primo rivolto di A-C-E).
Le triadi sospese sono invece caratterizzate dall’assenza di intervalli di terza.
I due accordi sono accomunati dallo stesso contenuto intervallare: 2, 4, 4.[1] Questo si traduce concretamente nel fatto che un accordo sus4 é formato dalle stesse note di un sus2 costruito una quarta sopra (es. Csus=C-F-G = Fsus2=F-G-C). I due accordi rappresentano dunque uno il rivolto dell’altro.
Come si può allora armonizzare la scala diatonica maggiore/minore utilizzando le triadi sospese? I sus4 si costruiscono su tutti i gradi ad eccezione del IV e VII, cioè quelli la cui quarta o quinta non sono intervalli giusti (il quarto modo della scala maggiore è infatti il lidio, caratterizzato dalla ♯IV, mentre il settimo è il locrio, dove compare la ♭V). Su questi due gradi avremo allora due differenti triadi sospese così costruite:

MODO GRADI INTERVALLI[2]
IV Lidio 1 – ♯4 – 5 ♯4, ♭2, 4
VII Locrio 1 – 4 – ♭5 4, ♭2, ♯4

 
Prendendo come riferimento le triadi sus2, il discorso è lo stesso e anche queste si costruiscono su tutti i gradi eccetto due, in questo caso quelli caratterizzati dalla♭2 (ovvero locrio e frigio). A conferma di questo notiamo che questi modi si trovano a distanza di quarta dal IV e VII (come già detto sus4 e sus2 sono in relazione di quarta), cioè VII e III.
Per cercare di dare un po’ di senso a tutte queste parole, proviamo a ragionare con un esempio concreto prendendo a riferimento la scala di C maggiore. Questa la situazione:[3]

I Csus C – F – G F – G – C Fsus2 IV
II Dsus D – G – A G – A – D Gsus2 V
III Esus E – A – B A – B – E Asus2 VI
IV Fsus♯4 F – B – C B – C – F Bsus♭2♭5 VII
V Gsus G – C – D C – D – G Csus2 I
VI Asus A – D – E D – E- A Dsus2 II
VII Bsus♭5 B – E – F E – F – B Esus♭2 III

 
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[1] Quando parlo di gradi, indicandoli con numeri separati da trattini mi riferisco ai gradi di una ipotetica scala (1-3-5-7 se riferito a C si traduce in C-E-G-B) mentre quando parlo di intervalli i numeri sono separati da una virgola e in questo caso prendo in considerazione la distanza tra una nota e la successiva (gli intervalli del precedente accordo sono indicati quindi come 3, ♭3, 3).
[2] E’ interessante notare come gli intervalli mostrati nella colonna di destra siano gli stessi, ma letti in senso inverso l’uno rispetto all’altro.
[3] In grassetto sono indicati gli accordi con i gradi alterati. Le sigle adottate in questi casi non sono propriamente corrette e sarà difficile trovarle “sul campo”, ma servono qui solo a titolo indicativo.